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"Oggi 20 Gennaio dell'anno 1910, durante la notte ho sentito strani rumori, sembrano dei colpi sordi provenienti dal basso, dall'ingresso, probabilmente sarà stato il forte vento ma questa cosa non è mai successa prima anche con bufere e tormente più forti".... ho sentito un brivido ma ho continuato a leggere senza preoccuparmi più del dovuto. " Oggi 22 Gennaio 1910, i rumori si sono ripetuti, non c'è vento ed i rumori intermittenti, come se qualcuno picchiasse contro il muro ad intervalli regolari. E' notte fonda, mi sono affacciato e all'esterno non c'è anima viva, davanti l'ingresso e lungo tutto il piazzale, tutto era regolare, in perfetto ordine"... " Oggi 23 Gennaio 1910 .... Ore ventidue e dieci, incomincio a predisporre l'itinerario per l'ingresso del treno proveniente da Castel di Sangro, il treno carico di militari provenienti da Napoli e diretti al nord. L'incrocio con l'altro treno proveniente da Sulmona avviene in perfetto orario e soltanto dopo aver risistemato i deviatoi per il corretto tracciato, sono rientrato per aggiornare il diario. Il collega di Castel di Sangro è stato gentile mi ha inviato, attraverso il macchinista del treno, qualcosa da leggere, una rivista e una lanterna a petrolio che avevo richiesto qualche giorno fa.
Alle 23, appena dopo aver cenato, sono andato a letto ma non ho dormito tutta la notte, i rumori non cessavano, sembravano venire dal basso attraverso le pareti stesse, altre volte li percepivo dietro di me, era da impazzire, doveva trattarsi semplicemente dell'acustica del vento che spirava forte sul tetto...." Quest'ultima annotazione sul diario era stata scritta in una forma diversa, la grafia tremolante, discontinua, breve e immaginavo lo stato d'ansia e di preoccupazione in cui si trovava quel vecchio custode all'interno di una stazione isolata e senza possibilità alcuna di ricevere il benchè minimo aiuto. Riprendo a leggere. " 24 Gennaio 1910, anche stanotte mi tengono compagnia i rumori, sono tornati e questa volta mi accorgo che non vengono dall'esterno bensì dall'alto, ma ho fatto la prima cosa che mi è venuta a mente e cioè chiudere la porta che conduce al lucernaio..." Dopo questa annotazione il diario si è interrotto e le rimanenti pagine, tutte in bianco, vuote, come se l'autore avesse deciso di punto in bianco di smettere di scrivere senza un motivo. Perchè mai, mi chiedevo, quel racconto si sia interrotto così bruscamente? Mi fermai un attimo a riflettere, seduto davanti a quella scrivania mentre l'ansia e la paura montavno sempre più velocemente. Mi voltai verso la porta chiusa alle mie spalle, oltre la quale una scala stretta portava in alto verso il lucernaio.
Lassù, pensai, non poteva esserci nessuno quand'anche la tentazione di andare a darci uno sguardo era forte ma alla fine ci rinunciai decidendo quindi di andare a dormire. Il vento si stava rafforzando e iniziava a nevicare forte. Scartai l'idea di trascorrere la notte lassù all'ultimo piano scegliendo la soluzione più sensata cioè scendere al piano di sotto. Ripulii un angolo dai calcinacci e stesi il sacco a pelo dopo aver bloccato la porta per evitare che durante la notte sbattesse per il forte vento che si infilava dappertutto.
Mi infilai nel sacco a pelo pensando a quel vecchio custode, a come
stava lentamente impazzendo tra quelle mura in quel posto misterioso,
così per tanti anni.
Ero sicuro che quella fosse la sola spiegazione logica ma ben presto mi
accorsi di aver sbagliato.
Rimasi a lungo sveglio ascoltando il vento che batteva contro le pareti
di pietra, fuori il temporale si era trasformato in una vera e propria
tempesta di neve, ogni raffica di vento era accompagnata da un rumore,
un tonfo sordo e prolungato che sembrava far vibrare il tetto e l’intera
struttura.
Nonostante la stanchezza facevo fatica a prendere sonno, le parole
lette su quel diario mi rimbombavano nella testa però continuavo a
ripetermi che quelle storie erano solo fantasie, storie raccontate da un
vecchio distrutto dalla solitudine.
Qui non c’è mai stato nessuno da tanto tempo, pensai, mi addormentai
finalmente ma il sonno divenne anch’esso confuso, dormii poco tempo
svegliandomi di soprassalto, mi accorsi che qualcosa era cambiato ed il
rumore di prima, quel vento forte che batteva contro le pareti, non
c’era più, silenzio assoluto, non volava una mosca, avevo la sensazione
che qualcuno avesse di colpo fermato il rumore del vento.
Regnava il silenzio assoluto ed è stato proprio quel silenzio assoluto
che mi ha permesso di ascoltarlo, chiaro e forte…. un suono prolungato,
una serie di suoni metallici che provenivano dall'alto, lo stesso rumore
di un martello che batteva contro un metallo, un tubo, una grata, un
rumore pesante, ritmico che in un primo momento avevo pensato fosse
provocato da un animale entrato da qualche parte, forse dal tetto e mentre
ascoltavo mi tornava a mente quel custode e le sue paure alimentate
dalla solitudine.... (continua)
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